Antonio e Valentina

Antonio Buono

Il cucchiaio è la sua posata preferita, perfetto per assaporare fino in fondo gli intingoli che caldi e gustosi avvolgono i suoi piatti. Non esagero nel dire che Antonio è uno degli uomini più appassionati e innamorati del proprio lavoro che incontrerete. Vive nelle cucine dall’età di 14 anni, ha conosciuto ogni grado della militaresca gerarchia culinaria; ha formato la sua persona nelle brigate di ristoranti di prestigio in Italia, Spagna e Stati Uniti d’America fino all’incontro con l’esperienza più significativa, l’ingresso nella brigata del Mirazur, in Francia. Sei anni, di cui cinque a capo della cucina, dirigendo l’opera sincronizzata di venti cuochi. Non ha fatto il militare nel senso stretto del termine, ma lo ha fatto, credetemi!

Nel 2019, tutti gli sforzi, il diniego di una vita altra da quella di cucina, portano finalmente la soddisfazione dell’ottenimento da parte del ristorante della terza stella Michelin e del primo posto nella classifica The World’s 50 Best Restaurants.

Il 2019 è anche l’anno della nascita del nostro primo figlio che segna il passo di una vita ripensata intorno alla famiglia, ma sempre alimentata da una passione che non conosce limiti per la cucina e la bellezza della natura.

Valentina Florio

Cucino solo a casa, da sempre e per curiosità e golosità. Ricordo ancora l’espressione allarmata e rassegnata di mia mamma che accettava stoicamente il disastro in cucina del sabato pomeriggio, quando spesso ancora bambina mi dedicavo alla preparazione di torte o biscotti. Da autodidatta, sottolineo! Grazie mamma e papà. E’ stata tuttavia mia nonna a sapermi trasferire quello sguardo di meraviglia nel vedere le mani muoversi ritmicamente mentre lavorano la farina e l’acqua. Incantata dalla bontà dei suoi piatti e dalla loro storia ho dedicato buona parte del mio tempo allo studio del cibo e degli uomini che lo producono. Mi ha passato ricette che ho giurato di non rivelare mai nessuno.  E cosi sarà. Il segreto, il tabu della ricetta e una promessa sono sigilli infrangibili e il mondo della cucina ne è pieno, ovunque. Quante volte mi chiedeva maliziosa se la ricetta che avevamo provato insieme era riuscita bene a casa mia, come a casa sua… No, non è venuta uguale nonna…Ah! Rideva… poi capii…mancava un ingrediente, il tempo a volte, altre un passaggio… Ma poi, valutandomi seria, consapevole e soprattutto pronta, mi ha consegnato, solenne l’ultimo pezzo del puzzle. Grazie nonna!

Ho fatto della mia passione materia di studio accademico, scegliendo di capire le dinamiche che muovono il comportamento degli uomini del loro prodotto per eccellenza, la cultura. Sono allieva della materia di studio conosciuta come antropologia culturale, non sono una Indiana Jones, né un’archeologa, solo una appassionata di storie siano esse di uomini o di cibi…